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(Traduzione di Annarita Franza)
TUTTI A VOLTE RIFERISCONO
Cosa puoi dirmi riguardo alla canzone "Let me in"?
E' una canzone che ho scritto per Kurt Cobain dopo la sua morte.
Avrei dovuto scriverla senza emozioni. Ho perso un amico in ottobre
River Phoenix era un mio amico intimo. Ed ho sofferto moltissimo,
non sono riuscito a scrivere niente per 5 mesi. Avevamo inziato
il disco in settembre ed avevo pronte due canzoni poi River è
morto. E dopo aver scritto "Automatic for the people"
pensavo non sarei piu riuscito a scrivere sulla morte e sulla
perdita delle persone care.
Poi, nel bel mezzo della lavorazione di Monster, Kurt è morto:
cosi mi sono rinboccato le maniche ed ho scritto Let me in.
Dunque quando canti "let me in" stai parlando a Cobain?
Ero io al telefono con lui, tentavo disperatamente di tirarlo su
dallo stato in cui era, cercavo di fargli capire che non doveva
prestare attenzione a tutto se voleva andare avanti.
Se Murmur avesse venduto 5 milioni di copie credo che nessuno di
noi (rem n.d.r.) sarebbe qui a raccontarlo, credo davvero che sarei
morto con litri di Jack Daniels nelle vene.
Cosa avete in comune tu e Kurt?
Una delle cose è l'aver avuto successo con i media rompendo
molti cliches.
Mi piace scrivere canzoni che non abbiano un genere specifico e
sento davvero una somiglianza con Kurt ed anche con River riguardo
ciò.
Nei nostri rispettivi modi stavamo facendo tutti la stessa cosa.
Quando hai cominciato eri davvero molto timido, era una tattica?
Purtroppo no era la dura verità. Ero tremendamente timido.
La prima volta che incontrai River, i suoi capelli gli ricoprivano
letteralmente il viso e pensai "sembro io a 22 anni".
C'era una incredibile vulnerabilità nel modo di fare di River
ed è lo stesso che a volte facciamo io e Kurt... o meglio
che Kurt faceva.
Appena prima di morire Kurt disse che voleva realizzare un disco
con te. Che tipo di musica credi avesse in mente?
Si, mi parlò della direzione che stava prendendo la sua
musica. Voglio dire che so che il prossimo disco dei Nirvana avrebbe
avuto un suono completamente diverso: più tranquillo, acustico
e con molti strumenti. Sarebbe stato un disco grandissimo e sono
un po' arrabbiato con lui per l'essersi ucciso senza realizzarlo.
Io e lui stavamo per registrare un demo. Era tutto pronto: il suo
biglietto aereo, la prenotazione, una macchina all'aeroporto poi
all'ultimo momento mi ha chiamato e mi ha detto "non posso
venire".
(Da Newsweek, di Jeff Giles il 26 settembre 1994)
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