Nirvana, Kurt Cobain. La storia e i retroscena

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Kurt Cobain intervistato da Frontline

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MATERIALE ACQUISITO DAL LIBRO "LA STORIA DIETRO OGNI CANZONE DEI NIRVANA"
DI SEGUITO PUOI TROVARE UNA DELLE ULTIME INTERVISTE RILASCIATE DA KURT COBAIN ALLA RIVISTA "FRONTLINE"

D: "I Nirvana sono diventati una "Grande Storia Rock", ma la musica sembra ancora essere una parte importante di questa storia; la tua musica offre quel tipo di semplice e potente emozione rock che molte altre band sembrano avere grossi problemi a regalare. Quanto sei orgoglioso del lavoro dei Nirvana?"

KURT: "Domanda interessante. Mentre sembra esserci una certa, egoistica gratificazione nel vedere un qualsiasi numero di persone comprare i tuoi dischi o assistere ai tuoi concerti, niente di tutto ciò è degno, per così dire, anche solo di lustrare le scarpe alla soddisfazione data dal sentire una propria canzone suonata da una band. Bada bene, non sto parlando della radio o di MTV. Mi piace davvero suonare queste canzoni assieme a un bravo batterista e a un bravo bassista. Dopo mia moglie e mia figlia, non c'è niente che mi dia più piacere.
Sono estremamente orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato insieme. Detto questo, comunque, non so quanto a lungo potremo andare avanti come Nirvana senza un radicale mutamento di direzione. Ho in mente un sacco di idee e di ambizioni musicali che non hanno niente a che vedere con quello che corrisponde al concetto di massa del grunge, a quello, cioè, che è stato inculcato a forza nei consumatori nel corso degli ultimi anni. Resta da vedere se sarò in grado di fare tutto ciò che voglio fare continuando a far parte dei Nirvana; in tutta onestà, so anche che Krist e Dave hanno delle idee musicali che potrebbero non fuzionare all'interno del contesto dei Nirvana. Siamo tutti un po' stanchi di essere etichettati: non puoi immaginare quanto sia frustante, soffocante".

D: "Hai detto chiaramente di sentirti a disagio nell'essere considerato una cosiddetta rockstar, ma una delle cose che brani come Heart-Shaped Box e Pennyroyal Tea fanno chiaramente capire è che, per certo, sei un autore molto dotato. Vorrei sapere se, anche se magari a volte è un lavoraccio, il processo compositivo continua a essere per te una cosa piacevole e soddisfacente".

KURT: "Penso che cessi di essere piacevole e soddisfacente quando penso a esso come a una parte del mio lavoro. Comporre è quella parte delle mie attività che non è un lavoro, ma un modo per esprimere sé stessi. Le sedute fotografiche, le interviste... quello è il vero lavoro".

D: "Tu metti molta passione nelle tue performance. Ti trovi a rivivere i tuoi momenti di rabbia e di dolcezza quando esegui dal vivo le tue canzoni?".

KURT: "E' una cosa dura, perché nel momento stesso in cui una canzone viene scritta tu attingi all'assenza di ogni momento di rabbia o di dolcezza. In un certo senso, ricreo soltanto la purezza di quella particolare emozione ogni volta che suono quella particolare canzone; sebbene, con l'esperienza, diventi sempre più facile evocare queste emozioni, si tratta anche di una cosa un po' insincera, nel senso che non puoi mai ricatturare completamente l'emozione di una canzone ogni volta che la suoni. Una performance vera e propria implica sempre un po' di finzione, cosa che io ho sempre cercato di evitare".

D: "Per i Nirvana, dev'essere una sensazione ben strana esibirsi oggi negli stadi o nei palazzi dello sport. Vai d'accordo con il tipo di pubblico che viene adesso ai tuoi concerti?".

KURT: "Molto più di prima. Qaundo cominciammo ad avere veramente successo, trinciavo un po' troppi giudizi sul pubblico che veniva a sentirci; avevo ancora un'etica un po' troppo punk, e mi faceva infuriare il fatto che piacessimo a quella stessa gente contro la quale la mia musica si scagliava. Da allora, ho imparato ad accettare le persone per quello che sono; senza riguardo per quel che erano prima di venire ad assistere ai nostri show, ho qualche ora a disposizione per cercare di sovvertire il modo che hanno di vedere il mondo. Non che cerchi di imporre loro le mie vedute; semplicemente, mi viene concessa una piattaforma sulla quale salire ed esporle. Alla fine di tutto, sono io che ho l'ultima parola".

D: "Le tue canzoni sono costruite con grande perizia, però a volte sembra che tu ti gusti semplicemente il piacere di sparare la tua chitarra a tutto volume. Suonare la chitarra rappresenta per te un piacere o, come si dice, fai a botte con lo strumento?".

KURT: "Il piacere sta proprio nel fare a botte con lo strumento. Io sono esattamente l'antitesi del guitar hero - so a malapena suonare! Sono il primo ad ammettere di non essere un virtuoso della chitarra: non sono certo Segovia. L'altro lato della questione è che, probabilmente, Segovia non sarebbe mai stato in grado di suonare con me".

D: "Ora che c'è anche Pat Smear in formazione, è cambiato il tuo approccio con lo strumento? E' più facile gustarsi il suonare dal vivo con un altro chitarrista a darti mano?".

KURT: "Pat ha fuzionato a meraviglia sin dal primo giorno. Oltre a essere uno dei miei migliori amici, Pat si è ricavato uno spazio all'interno della nostra musica che fa da complemento a quello che già c'era, senza forzare alcun significativo cambiamento. Pur non riuscendo a visualizzarmi come il futuro Mick Jagger, il fatto di avere Pat con me sul palco mi consente di passare più tempo a concentrarmi sui miei rapporti col pubblico. Sono diventato più showman... be', forse sto esagerando. Diciamo che avere Pat che tiene il ritmo mi permette di concentrarmi sulla performance nel proprio complesso. Penso che le nostre esibizioni dal vivo siano migliorate del 100%".

D: "Su In Utero e dal vivo tu esegui alcuni dei più potenti anti-assolo mai tirati fuori da una chitarra. Cosa ti viene in mente quando arriva per te il momento di scatenarti con la chitarra?

KURT: "Meno di quello che tu possa immaginare".

D: "Krist e Dave fanno un gran lavoro nell'aiutarti a dare vita alle tue canzoni. Come descriveresti il ruolo che ciascun componente dei Nirvana, te incluso, ha nell'ambito del sound della band?

KURT: "Mentre io riesco a fare un sacco di cose cambiando i canali del mio amplificatore, è Dave quello che dà fisicità alle dinamiche del gruppo; Krist è bravissimo a far sì che tutto proceda in modo equilibrato. Io sono soltanto il folksinger nel mezzo".

D: "Oltre alle interviste, cos'è che ti infastidisce di più adesso?".

KURT: "Stare lontano dalla mia famiglia per molti mesi alla volta; avere attorno a me gente che quasi mi costringe a mangiare del raffinato cibo francese quando tutto ciò che voglio è un piatto di maccheroni al formaggio; essere considerato inavvicinabile, io che in passato venivo definito timido. Le ho citate, le interviste?".

D: "Nevermind ha cambiato grandemente la tua vita, ma avere accanto Courtney e Fances Bean probabilmete ti aiuta a mantenere le cose nella giusta prospettiva. Ti piace essere un padre di famiglia?".

KURT: "E' la cosa più importante, per me. La musica è quello che faccio, la mia famiglia è quello che sono. Quando tutti si saranno dimenticati dei Nirvana e io farò da opener per i Temptations o i Four Tops in qualche revival tour, Frances Bean sarà sempre mia figlia e Courtney sarà sempre mia moglie. Questo conta più di ogni altra cosa, per me".



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