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· "In Utero avrei voluto intitolarlo
Mi odio e mi voglio suicidare, perché volevo fare un sarcastico
autoritratto di quando vivevo il mio "periodo nero", e
mi sentivo uno schizofrenico capriccioso e ossessionato dall'idea
del suicidio..." (new!)
· "Sono anni che lotto contro un dolore
allo stomaco così lancinante che mi toglie la voglia di vivere;
è come se avessi dentro lo stomaco un cane famelico che mi
sbrana lentamente, giorno dopo giorno... È un terribile tormento
che mi porta a essere schizofrenico, e mi sento impazzire... L'eroina
è il solo "medicinale" che riesce a calmare un
po' questo dolore tremendo, continuo, distruttivo..."
· "Quando Pavitt & Poneman ci ingaggiarono
per la Sub Pop, noi eravamo in preda all'emozione: stavamo per pubblicare
il nostro primo disco!... Ma da quel momento, il tempo aveva cominciato
a passare senza che della realizzazione del disco ci fosse notizia...
Il problema era che la Sub Pop doveva prima riuscire a raggranellare
i soldi necessari alla pubblicazione, e se noi non ci fossimo dati
una mossa staremmo ancora aspettando... Dopo quasi un anno di attesa,
il disco ce lo siamo pagati di tasca nostra: 606 dollari in tutto
una cifra ridicola, in assoluto, ma per noi era stato un vero salasso!"
· "Riceviamo sempre quintali di posta
dai fan, ma da quando abbiamo firmato un contratto con una major
discografica sono aumentate in misura impressionante quelle di minacce
e insulti, e che grondano indignazione definendoci "venduti"...
L'assurdo è che ci scrivono lettere del genere anche i fan
di band al cui confronto se i Nirvana sono dei "venduti"
quelle sono delle vere puttane del rock..."
· "Il nostro principale obiettivo è
quello di salvaguardare la nostra indipendenza. Quanto ai "sogni
nel cassetto", l'unico che davvero ci piacerebbe realizzare
sarebbe un film dei Nirvana sulla storia dei Nirvana... Nei miei
panni ci vedrei bene Ernest Borgnine;per la parte di Chris, invece,
ci vorrebbe qualcuno alto, molto alto, che so, magari Kareem Abdul
Jabbar..."
· "La cosa migliore del nostro primo
periodo è stata l'accoglienza da superstar che ci hanno riservato
in Inghilterra. Ma la verità è che quel primo tour
è stato anche un vero inferno: il rimborso-spese della Sub
Pop bastava appena per la benzina e per un pasto scarso al giorno;
inoltre, eravamo in tour insieme ai Tad, tutti sullo stesso furgone-noi,
loro, e in più tre tecnici-roadies: undici persone in tutto...
Un fottuto
tour che ci ha spremuti fino alla fine come dei limoni:avevamo soltanto
tre serate libere ogni dieci giorni, lavoravamo come cammelli, e
mangiavamo meno di un colibrì..."
· "I miei libri preferiti sono quelli
scritti da coloro che per me sono dei filosofi... Bukowski, Beckett...
insomma, tutti quelli che hanno il cognome in "B"...Nietzsche,
infatti, non mi riesce di digerirlo: una volta ho provato a leggerlo,
ma per quanto mi sia sforzato non sono riuscito a capire una sola
parola...Del resto, anche i Nirvana sono in fondo una filosofia-di
periferia, magari, ma di certo non di seconda scelta..."
· "Certo che i Nirvana sono cambiati,
col passare degli anni... Se prima eravamo dei "fottimadre, fumatori
di crack e adoratori di Satana", adesso siamo dei 'baciabambini,
sniffafiori e prostituti dell'industria rock'..."
· "Sto vivendo un ottimo periodo. Non
è per il grande successo di Nevermind, non è perche sto diventando
ricco & famoso, e nemmeno perché ci sono milioni di giovani
che ci applaudono e ci leccano il culo, no: è un buon periodo perché
il mio stomaco mi lascia in pace, non mi tormenta più come prima...
E se questo benessere fisico mi impedirà di comporre nuove canzoni,
non me ne frega un cazzo: basta la salute, no?"
· "Dopo il successo, suonare per me
è diventato come un lavoro, e non mi diverto più come prima. È difficile
far coincidere l'estro con gli impegni, le date di un tour con le
mie personali voglie... È come se all'ispirazione si dovesse sostituire
la professione. All'inizio era un'elettrizzante avventura, e adesso
tutto sembra essere diventato un circo grottesco."
· "Il successo di Nevermind sta rischiando
di farci diventare come tutte le altre band di successo... Tutti
gli impegni che ci aspettano fanno tramontare il progetto di una
fanzine tutta nostra con la quale vorremmo dare ai nostri fan la
vera, autentica dimensione umana e creativa dei Nirvana, combattendo
tutte le stronzate che la stampa va scrivendo sul nostro conto-e
su di me in particolare... Non riesco nemmeno a leggere le migliaia
di lettere che ricevo, non riesco a preparare nuovo materiale per
un futuro album... Non abbiamo più contatti col mondo esterno, siamo
finiti sotto la cappa del Successo col rischio di soffocare."
· "Dopo la pubblicazione di Bleach,
avevamo cominciato ad andare in tour riuscendo ad avere un certo
seguito di pubblico; ma non avevamo neanche la possibilità di rallegrarcene,
perche tutti ci dicevano che il nostro disco era praticamente introvabile...
Sono state cose di questo genere, che alla fine ci hanno spinto
a firmare il contratto con una major discografica-se non altro,
così i nostri dischi sarebbero stati alla portata del pubblico..."
· "Ho sempre avuto delle tendenze suicide:
non mi è mai importato molto di vivere o di morire, a parte il fatto
che spesso ho considerato la morte come fine di ogni tormento. Ma
il fatto è che la morte, a volte, mi fa anche paura..."
· "La K che mi sono fatto tatuare sull'avambraccio
non c'entra niente col mio nome; me l'ha tatuata Dave Grohl con
un ago, e mi piace proprio, perche mi richiama la K Records e le
sue band, che sono quelle che preferisco in assoluto: i Vaselines,
ad esempio...Intendiamoci, i miei brani non sono affatto influenzati
dalla loro musica; è solo che i Vaselines mi ricordano quand'ero
più giovane... Il fatto è che vivo un grande struggimento per la
mia infanzia, e ne conservo dei ricordi incancellabili."
· "Una delle cose che più detesto nel
mondo del rock in tutta la coreografia che gli sta intorno, sono
le T-Shirt fabbricate in serie e tinte con colori "psichelici":
personalmente non potrei mai mettermi addosso una di quelle orripilanti
schifezze, e potrei faun'eccezione solo nel caso di un'eventuale
T-shirt tinta col piscio di Phil Collins e col sangue di Jerry Garcia..."
· "Col passare del tempo, i brani che
compongo diventano sempre più pop, proprio perché il mio stato d'animo
è cambiato, e certe angosce me le sono lasciate alle spalle... Adesso
i miei brani vertono sui conflitti relazionali, sui fattori emotivi
nei rapporti tra gli individui"
· "I Nirvana non si rivolgono alla
gente di plastica che vive a Beverly Hills, o al gregge di giovani
pecore che pascola nei McDonalds: noi vogliamo parlare a persone
vere e vive, vogliamo avere per interlocutori individui autentici
alle prese con la realtà quotidiana.Per cui, è ovvio che nelle nostre
canzoni sono presenti tematiche vicine al vissuto, come ad esempio
l'uso li stupefacenti, così come i problemi delle donne questione-gay:
cioè i veri problemi della gente vera, i problemi che noi stessi
abbiamo, le questioni noi stessi viviamo..."
· "A Aberdeen, i giovani “devianti”
impazzivano tutti per band sul genere degli Scorpions, oppure per
Ozzy Osbourne; io, invece, gli Scorpions e Osbourne li consideravo
insopportabili, noiosi e pretenziosi, e in pratica finivo per essere
un “diverso” tra i “diversi”…. »
· "Negli anni dell’adolescenza, per
me il rock era un mondo estraneo, non mi attraeva per niente…Poi
mi sono imbattuto nei Melvins, e attraverso i Melvins ho conosciuto
il punk-rock, che ha finito per cambiare radicalmente la mia vita
e il mio futuro…Volevo assolutamente formare una mia band, e per
questo mi ero comprato una chitarra elettrica: ma a Aberdeen proprio
non conoscevo nessuno che mi desse retta…Poi, finalmente, ho avuto
la fortuna di incontrare Chris."
· "Di notte, me ne andavo in giro scrivendo
sui muri di Aberdeen, cose tipo “Dio è gay”, “Cristo Abortito”,
“Omosessualità al potere”…Con la vernice spray, scrivevo cose del
genere anche sulle vetrine dei negozi, sulle auto in sosta, sull’ingresso
della banca…La mattina dopo era molto divertente osservare le reazioni
della gente perbene…Una volta la polizia mi ha beccato:180 dollari
di multa, e una condanna a trenta giorni di carcere per “vandalismo”…"
· "Vivere a Aberdeen è stato per me
come se fossi rinchiuso in un grande carcere…Ho desiderato per anni
di scapparmene a Seattle, vendermi il culo e diventare un punk-rocker….ma
avevo paura, e ho aspettato troppo tempo…"
· "La campagna scandalistica scatenata
dalla stampa contro di me e contro Courtney per via di nostra figlia
è stata terribile, e mi ha portato a un passo dal lasciare i Nirvana.
L'America conformista e perbenista ha tentato di schiacciarmi per
spazzare via il nostro stile di vita e le nostre idee"
· "Il nostro primo tour europeo nel
1988 è stata un'esperienza durissima, ma non sono mancati anche
dei momenti indimenticabili-in fondo, eravamo dei ragazzotti dell'estrema
provincia americana che sbarcavano per la prima volta sul Vecchio
Continente...
Non dimenticherò mai, ad esempio, di quella specie di Villaggio
degli Gnomi nel quale abbiamo suonato in Austria: il pubblico era
demenziale e continuava a chiederci "i classici del Rock", ma quel
paesino tra le montagne era eccezionale, quasi irreale..."
· "Più che le capacità organizzative
o manageriali, oppure le reali possibilità di successo che ci faceva
intravedere, della Sub Pop ci aveva colpito l’atteggiamento. All’inizio
Pavitt e Poneman erano degli idealisti, facevano di tutto e non
se la tiravano affatto da discografici di grido; e poi avevano stampato
quelle fantastiche T-Shirts con su scritto a caratteri cubitali
“Loser”[“Perdente”]…In piena era yuppistica, dove tutti dovevano
adeguarsi al modello “giovane-sano-ricco-vincente”, quella scritta
era come un sonoro schiaffone in faccia all’establishment"
· "Tutto è cominciato a Olympia, la
cittadella universitaria di Seattle.A Aberdeen noi eravamo sprofondati
in quello che è il buco del culo del mondo, completamente tagliati
fuori da tutto quello di nuovo accadeva alle metropoli.Ma a Olympia
funzionava tutto in maniera diversa:là c’erano parecchie fanzines
che si occupavano delle band underground, e soprattutto c’era l’emittente
radiofonica Kaos, che sotto la guida di John Foster trasmetteva
prevalentemente i brani delle band alternative"
· "Dopo un po’ che ci frequentavamo,
io e Chris avevamo deciso si preparare un demo-tape da proporre
a qualche casa discografica….Eravamo totalmente sprovveduti, e non
avevamo la minima idea di come farla arrivare sul tavolo di qualche
talent-scout discografico…Ma i brani che avevamo registrato erano
proprio eccezionali, incredibili, da sballo - sembravano realizzati
dai Black Flag, ma a tratti ricordavamo anche i Black Sabbath…"
· "Nei primi tempi, con me e Chris
c’era anche un batterista, un autentico stronzo che avevamo dovuto
ingaggiare soltanto perché era l’unico tizio in città che avesse
una batteria di sua proprietà.Quel tizio ci ha fatto uscire dai
gangheri:noi facevamo sul serio, volevamo diventare una vera band,
ma lui non veniva mai alle prove, e quando anche ci veniva continuava
a bere per tutto il tempo,e dopo mezz’ora era sempre completamente
sbronzo-recitava la parte del batterista maledetto…"
· "Dovendo trovare un nome per la nostra
band avevamo scelto “Skid Row, un nome che richiamava la zona più
malfamata di Aberdeen: ma tutti i nostri amici ci avevano criticato
per quella che definivano “una scelta da provinciali”, e a quel
punto noi non sapevamo più dove sbattere la testa, anche perché
“Skid Row” in realtà ci sembrava un nome assolutamente fantastico…"
· "Sono stati i Melvins a farmi innamorare
del punk. Una volta avevano tenuto un concerto gratuito nel parcheggio
del supermarket dove lavorava Buzz;il pubblico era formato da una
cinquantina di ragazzi, tutti perbenino e a modino, che guardavano
Buzz e compagni con gli occhi sbarrati – l’unico che si divertiva
davvero ero io, si trattava di uno sballo unico…Il giorno dopo,
ho chiesto a Buzz di registrarmi una compilation di brani punk,
e poi sono corso dal barbiere a farmi fare una bella cresta…"
· "Il primo, vero punto di svolta della
mia vita è stato l’incontro con Buzz Osbourne, il guru del punk-rock
di Aberdeen.Buzz Osborne aveva formato una band, che all’inizio
eseguiva covers di Jimi Hendrix e Cream:poi, avevano deciso di chiamarsi
“Melvins”, dal cognome di un tizio che era finito sulla prima pagina
del quotidiano locale perché era stato arrestato mentre rubava alberi
di Natale su un viale cittadino – una faccenda talmente insensata
da risultare affascinante per dei veri punk della provincia americana…Una
volta “scoperti” i Melvins, che mi teneva più?Andavo a tutte le
loro prove, e ogni volta mi sbronzavo alla grande, e mi sentivo
felice…Buzz, per me, era la quintessenza della filosofia punk:mi
toglieva il fiato quando gridava nel microfono I want to fuck my
mum!…"
·
"Dopo essermi procurato una chitarra, ho cominciato a comporre
dei miei brani, anche perché non avevo nessuna intenzione di perdere
tempo a imparare le covers di Van Halen:volevo provare a sviluppare
un mio stile persona, volevo esprimermi in prima persona.L’unica
cover che ho imparato è Comunication Breakdown degli Zeppelin"
·
"Da ragazzino avevo una chitarra, e me ne stavo sempre in casa
strimpellando più o meno le canzoni dei Beatles.Durante le feste
di famiglie, ad esempio a Natale, me la spassavo con veri concertini
casalinghi.Il mio unico sogno, allora, era quello i diventare una
rockstar. Ma poi è arrivata l’adolescenza, e tutto è cambiato…La
musica mi piaceva ancora, ma mi sentivo diverso, diversissimo da
tutti i miei coetanei:ad esempio, odiavo i Kiss, non sopportavo
i Boston, e a quei tempi proprio non riuscivo a capire come facessero
a piacere agli altri…"
·
"La mia prima performance rock l’ho vista quando avevo quindici
anni; con un mio amico e sua sorella siamo andati a Seattle, a sentire
Sammy Hagar…Lungo il viaggio ci eravamo scolati un’intera cassa
di birra, e quando siamo arrivati a Seattle siamo finiti in un ingorgo
stradale - stavo così male che mi sono pisciato addosso…Poi siamo
arrivati al concerto, e tutti i presenti si passavano delle canne
di marijuana:era la prima volta che “fumavo”, e dopo due tiri ero
sballato perso…Ero così fuori, che mentre giocherellavo con un accendino
che tenevo in una tasca ho finito per bruciare la tasca dei jeans"
·
"A Aberdeen mi avevano appiccicato l’etichetta di “finocchio”.Ma
mi consideravano un finocchio strano, diverso dai due gay che c’erano
in città.Questa mia “reputazione” mi ha anche procurato qualche
brutta esperienza, nei vicoli di Aberdeen…"
·
"Non ho guardie del corpo che proteggano me e la mia famiglia,
così mi sono comprato una pistola e un fucile, e vado nei boschi
a sparare per tenermi in esercizio. Ho una fottuta paura che mi
succeda quello che è capitato a John Lennon, o che qualche maniaco
entri in casa mia e aggredisca mia figlia, o che ci uccida tutti
quanti... Mi sono armato per ragioni di sicurezza e tranquillità
personale non sono un tipo molto "dotato", dal punto di
vista fisico, e ho una fottuta paura della violenza..."
·
"È escluso che tra dieci anni i Nirvana siano ancora sulla
scena: la nostra è un'avventura a tempo determinato. Non riesco
proprio a immaginare di fare le cose che faccio oggi tra dieci anni:
non voglio fare la fine di Eric Clapton odi Bob Dylan... Non mi
sembra serio modificare i miei brani per adattarli all'età che avanza..."
·
"Finiti i Nirvana finito Kurt Cobain. Non credo che affronterò
mai la strada solista. Piuttosto, mi piacerebbe lavorare con altri
musicisti, o percorrere strade artistiche totalmente differenti
dall'ambito musicale."
·
"Dopo In Utero, i Nirvana si sono praticamente esauriti. Siamo
arrivati in prossimità del punto in cui ci può essere solo la ripetitività,
la routine. Non ci sono in vista nuovi obiettivi, nuove aspirazioni,
nuove strade da battere. Mi dispiace dirlo, ma penso che nel nostro
futuro ci possano essere ancora uno o due album al massimo... I
nostri fan invecchiano con noi, e tra un po' diranno che dei Nirvana
non gliene frega più un cazzo-e a quel punto io gli dirò: andate
pure a farvi fottere...»"
·
"Da ragazzo mi sentivo confuso, alienato, smarrito.Ero introversissimo,
e non mi interessava passare del tempo con i miei coetanei.Nemmeno
le ragazze mi interessavano:erano tutte aspiranti “pon pon”, si
pettinavano in modo orribile, e parevano gallinelle in perenne attesa
di farsi sbattere da qualche studente sportivene"
·
"La vita quotidiana di Aberdeen?Semplice: abbattere alberi
e bere, scopare e bere, parlare di sesso e bere ancora un po’…La
gente di Aberdeen è gente senza anima:regna la depressione, si lavora
e si scopa, e il sollievo è l’alcolismo"
·
"Da ragazzo ero sempre immerso nella paranoia chiuso nella
mia stanza ad ascoltare musica…Pensavo che non ce l’avrei mai fatta
a diventare adulto, e del resto non ne avevo nessuna voglia perché
ero già troppo alienato…Tutto mi sembrava nero e senza speranza"
·
"Alle scuole superiori, prima di conoscere Chris e Buzz Osborne,
il mio miglior amico era un tale di nome Meyer Loftin; Meyer era
notoriamente gay, così tutti, vedendoci sempre insieme, mormoravano
che anch’io lo fossi.Il fatto è che io me ne strafottevo delle fottute
pecore di Aberdeen e delle loro meschinità: Meyer era un tipo meraviglioso,
e mi affascinava proprio per la sua diversità dalla banalità che
ci circondava; lui aveva sempre un punto di vista tutto suo originale,
tutto suo, differente dalla massa dei giovani benpensanti di Aberdeen….Meyer
non era uno dei tanti polli d’allevamento:aveva un suo cervello
una sua personalità, una sua originalità – e mi piaceva per questo"
·
Un giorno (dopo l'articolo di Vanity Fair che accusava Kurt e Courney
di essersi fatti di eroina mentre aspettavano la bambina), mi sono
svegliato come se mi avessero pizzicato e ho capito che era successo
qualcosa di terribile, che coinvolgeva le nostre vite e la nostra
immagine. E' stato tutto molto esasperato, perché ci avevano già
trasformati in personaggi da fumetti e questo giustificava tutto
ciò che si diceva di noi. Mi è parso stupefacente che qualcuno potesse
farla franca dopo un articolo simile, che non finisse in galera
o non gli capitasse nulla. Credevo di poterle fare causa ma occorrevano
milioni per andare in tribunale contro quell'editore. Perciò pensai:
'Vaffanculo! Appena esco dall'ospedale, la uccido io con le mie
mani. La pugnalo...Prima prendo il suo cane, glielo sgozzo sotto
gli occhi e poi le cago addosso e la pugnalo'. Deve
solo sperare che un giorno non mi ritrovi senza moglie e figlia,
perché se succede mi vendicherò. Prima che io lasci questa
terra, quella lì viene con me."
·
"Era tutta una montatura: hanno
cercato di usarci come esempio perché siamo esattamente
l'opposto del mondo dello spettacolo americano, che è conformista.
E' stata una caccia alle streghe: i Servizi sociali hanno preso
l'articolo di Vanity Fair, l' hanno fotocopiato e poi hanno ripescato
l'esame delle urine che aveva fatto Courtney nei primi tre mesi
di gravidanza e l' hanno usato come scusa per portarci via la bambina.
E' stato umiliante e ci ha fatto capire che là fuori, alle nostre
calcagna, c'era un bel po' di gente potente: ci siamo sentiti schiacciati."
·
"IN UTERO non è particolarmente più crudo o più emotivo degli
altri dischi. I coglioni mi girano ancora per gli stessi motivi
di qualche anno fa. C'è gente che fa del male ad altra gente senza
motivo e io voglio massacrarla. Questo è il succo. Invece, tutto
quello che so fare è urlare nel microfono."
· "E'
triste pensare allo stato in cui si troverà il rock tra vent'anni:
è già talmente risaputo e scopiazzato che mi sembra già in fin di
vita adesso; figuriamoci tra vent'anni! Mi fa venire i nervi, perché
non credo che sarà più tanto importante quanto è stato un tempo.
Ora è solo un calcolo, si basa tutto sui numeri. L'infinito non
esiste: ripeti una cosa dieci volte e poi sei daccapo. Sul manico
di una chitarra ci sono 6 corde e dodici note e la cosa ripete.
Dieci anni fa era già stato fatto ciò che si fa adesso e ogni cinque
anni le cose si innacquano. Ai ragazzi non importa molto del rock.
Non è come una volta: è una moda, un modo di identificarsi con qualche
cosa per avere una vita sociale e scopare. Siamo arrivati a un punto
tale che non riesco davvero a immaginare come la musica possa avere
qualche importanza per un adolescente."
· "Non
importa quello che facciamo, o se le nostre sono vite pulite, perché
non riusciremo a sopravvivere: abbiamo troppi nemici e minacciamo
troppa gente. Ci vogliono vedere morti; possiamo andare avanti a
dispetto di quelle teste di cazzo ma ci hanno già provato in passato
con i mezzi più meschini, attaccando la mia famiglia. Posso
resistere per anni ma arriverà il giorno in cui non sarò più in
gradi di farlo. Quando mia figlia avrà dodici anni e comincerà a
leggere tutte quelle vecchie riviste, mi chiederà: 'davvero ti sei
drogato quand'ero piccola?'. Sarà difficile dirle che molte
cose non sono vere. Mi sono successe tante robe fantastiche ma anche
tante cose devastanti. Se la gente imparasse a tenere la bocca chiusa,
invece di accusarci, mi rimetterei a posto nel giro di un paio d'anni.
Ma non vedo la conclusione e proprio ieri è uscito un altro articolo
di merda..."
· "Stavo
pensando di registrare qualche cosa su un quattro piste e pubblicarla
anonimamente, inventando uno pseudonimo. Mi piace molto l'idea di
registrare a basso costo e fare uscire qualcosa su cui non si è
lavorato in maniera così febbrile come ai progetti Nirvana. Fonderò
un etichetta e la chiamerò Exploitation Records ('dischi dello sfruttamento');
farò registrare solo barboni, ritardati, persone deformi e con deficienze
mentali e metterò la loro fotografia sulla copertina dell'album.
Saranno registrazioni a basso costo e diventeranno una novità, una
chicca da collezionisti da comperare venti dollari al pezzo. Non
sarà uno sfruttamento della gente che ha fatto il disco ma della
gente che lo comprerà. Mi porterò in tour una scatola di dischi
e li venderò ai negozi che troverò sulla strada. Ripubblicherò su
vinile tutti i dischi dei Nirvana, registrando direttamente i master
delle casse dello stereo, in modo che sembrino dischi a basso costo
o bottlegs, tutti con una copertina artistica. Forse sarà la mia
fantasia punk rock ma se NEVERMIND fosse uscito così sarebbe stato
migliore. Mi piacerebbe averne una scatola. Ci sarà bisogno di molto
capitale e io ho speso quasi tutti i soldi che ho guadagnato con
quell'album per difendere la mia bambina. Per fare un milione di
dollari devo vendere otto milioni di dischi, e se quello nuovo non
vende non potrò considerarmi sistemato a vita. Una famiglia media
americana guadagna più di un milione di dollari nella loro vita.
Misa che tra una decina d'anni dovrò cercarmi lavoro."
· "Punk significa libertà musicale.
E' dire, fare e suonare ciò che ti pare. Sul dizionario Webster,
'nirvana' significa libertà dal dolore, dalla sofferenza del mondo
esterno: è quanto di più vicino alla mia definizione del punk rock"
· "Per definizione, il pop è estremamente
orecchiabile, che ti piaccia o no. Odio certe canzoni pop eppure
non riesco a togliermele dalla mente. Anche le nostre sono canzoni
nel tipico standard pop: verso, ritornello, verso, ritornello, assolo,
brutto assolo. Credo che siamo una specie di Knack e Bay City Rollers
molestati da Black Flag e Black Sabbath"
· "Adesso la gente si è aperta e apprezza
il rock duro nel punk: è bello che questi due generi si siano fusi.
Ora è venuto il momento di apprezzare la componente pop : l'atteggiamento
è una cosa ma l'unico modo per emozionare qualcuno è una buona canzone
"
· "Nessuno, specie tra i nostri coetanei,
vuole affrontare grandi temi. Anzi, si preferisce dire: 'Non importa,
lascia stare'. Non siamo un gruppo politico ma gente che
fa musica. Tuttavia, non siamo neppure l'ennesimo complesso di teste
vuote che chiede al pubblico di dimenticare. Non c'è più ribellione
nel rock: ecco perché spero che l'underground possa influenzare
le correnti dominanti e dare una scrollata ai ragazzi. Chissà, magari
potremo cambiare la vita di qualcuno, impedendogli di diventare
un viscido avvocato o un saldatore. Forse c'è bisogno di un nuovo
gap generazionale."
· "L'unico modo in cui posso descrivere
il concetto di musica 'alternativa' è 'buona musica'. Non me ne
frega niente del suono che ha, se è abrasiva, pulita o da ritardati.
Non ha più importanza. Ci sono talmente tanti gruppi che fanno schifo
e talmente tanti pessimi autori, che l'unica alternativa alla brutta
musica è bella musica: una cosa rara ."
· "Ho pensato molto al successo di
NEVERMIND, senza giungere ad alcuna conclusione. Non voglio apparire
egocentrico ma so che è meglio della maggior parte della merda commerciale
che da un po' di tempo fanno mandar giù alla gente. Io sono il portavoce
di me stesso e il caso vuole che ci sia un mucchio di gente attenta
a quello che dico e a volte è spaventoso, perché sono confuso come
loro. Non ho le risposte a nulla: non voglio essere un cazzuto portavoce.
Gran parte della musica è personale, se considero l'esperienze e
le emozioni che hanno formato la mia vita, ma i temi della canzoni,
perlopiù, non sono così personali: sono storie prese dalla TV, dai
libri, dai film, dagli amici. Di mio ci sono sentimento ed emozione.
"
· "Il mio modo di cantare si concentra
maggiormente nella parte superiore dell'addome: è da lì che urlo,
è li che sento, è li che ogni cosa esce da me. "
· "Ho seri problemi con il maschio
medio - tipo operaio nerboruto - perché ha sempre rappresentato
una minaccia per quelli come me. Mi sono quasi sempre dovuto confrontare
con questi tipi, che a scuola mi minacciavano e mi picchiavano,
ma si finiva sempre per girargli intorno perché ci si aspettava
di diventare come loro, da grandi. Mi sento decisamente più vicino
alla componente femminile che a quella maschile, soprattutto se
si pensa all'idea che c'è in America del maschio, dell'uomo. Crescendo,
mi sentivo sempre più alienato: non riuscivo a trovare amici con
i quali avessi qualcosa in comune. Volevano diventare tutti boscaioli,
mentre io sapevo che desideravo fare qualcosa di diverso. Volevo
diventare una specie di artista. "
· "Dovrei sentirmi davvero in colpa,
visto che incido per una multinazionale. Dovrei vivere secondo i
vecchi dettami punk rock rifiutando ogni cosa abbia a che fare con
la commercialità: me ne starei nel mio piccolo mondo senza avere
alcun impatto tranne che su me stesso e su quelli che già sanno
di cosa mi lamento; sarebbe come predicare ai convertiti. Non posso
nutrire troppa animosità nei confronti del nostro nuovo pubblico,
perché capisco che molte persone hanno una personalità che non si
sono scelte e che anzi sono state spinte a forza nel proprio modo
di vivere. La speranza è che a questa gente, ascoltando la nostra
musica, venga voglia di approfondire: magari, tramite le nostre
interviste entreranno in contatto con l'underground e forse, sapendo
che veniamo dal punk rock, cercheranno di cambiare un po' la propria
vita. "Non ci conto ma è bello combattere: ti dà qualcosa da
fare e ti solleva dalla noia"
· "E' diventato un lavoro, che mi piaccia
o meno. E' una cosa che amo e vorrei farla sempre ma devo essere
onesto: non mi diverto più come quando provavo ogni sera, immaginando
il dopo. Non è come in quei primi due anni passati a suonare davanti
a poca gente, quando scaricavamo da soli il furgone e i concerti
rock, per noi, significavano solo suonare. E' un privilegio che
non puoi mantenere per 10 anni. Non è la stessa sensazione. "
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