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Il 7 Luglio 2006, a 60 anni, muore Roger "Syd" Keith
Barrett, un mostro di genialità che negli dal 1967 ha rivoluzionato
la scena musicale inglese ed internazionale. Lo vogliamo ricordare
con una biografia completa che vi permetterà di conoscere
a fondo la figura misteriosa di Syd, dalla fama al ritiro solitario
nella sua casa di Cambrige per più di 30 anni.
"scomparendo... evitando quasi tutte le
cose... sto percorrendo la strada all'indietro"
Roger
Keith Barrett (Syd Barrett) è nato al 60 di Glisson Road,
Cambrige, il 6 gennaio 1946, quarto dei cinque figli del dottor
Arthur Max Barrett e di sua moglie Winifred.
Da adolescente era un ragazzo di bell'aspetto, dotato di una personalità
vivace e magnetica che gli permetteva di farsi degli amici con estrema
facilità. Prese dal padre la passione per la pittura e già
dall'età di 11 anni dimostrava un grande talento artistico.
Incoraggiato dalla madre prese lezioni private proprio davanti a
casa sua e ben presto si convinse che la pittura avrebbe segnato
il suo futuro.
Era un ragazzo poco disciplinato, oltre a dipingere seguiva poco
le altre lezioni, anche se era entrato nelle grazie dei professori
perché era un ragazzo servizievole e simpatico.
A 14 anni si interessò moltissimo alla musica, allo stesso
livello ossessivo della pittura, e convinse i suoi genitori a comprargli
una chitarra. Passò i pomeriggi interi a casa sua assieme
ai suoi amici cercando di combinare qualcosa di buono. Ben presto
la sala della signora Barrett diventò una sottospecie di
Club.
In quel periodo i suoi conoscenti e familiari cominciarono a chiamarlo
syd, il soprannome gli venne dato al Riverside; un locale jazz dove
era solito andare tutti i giovedì sera. I frequentatori del
club furono abbastanza incuriositi dalla presenza di un assorto
studente, che sembrava contento di starsene seduto in un angolo
a guardarli mentre vagavano sui loro strumenti.
Una delle istituzioni del locale era un anziano batterista chiamato
Sid Barrett. I jazzisti non ci misero molto a scoprire che "Sid
The Beat" aveva un omonimo e ben presto cominciarono a riferirsi
ai due diversi Barrett come Sid, anche se, probabilmente per distinguerli
meglio, lo pseudonimo di Roger era sempre pronunciato con una "y".
A 16 anni, Syd si buttò a capofitto nel vortice adolescenziale
di festini, sigarette, bevute e sesso occasionale. Ben presto formò
un suo gruppo, ma non durò per molto, era più un gioco
per lui ed il resto della band.
A 17 anni ci fu un concerto dei Rolling Stones a Cambrige, Syd aveva
sentito parlare bene del gruppo, che non era ancora diventato famoso,
e disse che sarebbero diventati grandi. Si mise a parlare con Mick
Jegger, che notò la sua figura in fondo alla sala, e discusse
delle mode musicali sorseggiando una bibita.
Syd era una persona di indubbio carisma e di immensa popolarità,
ma ogni tanto si chiudeva in se stesso, aveva un lato oscuro.
Dalla primavera del 1964 l'amico Gordon aveva constatato un chiaro
cambiamento nell'arte di Syd, che si era fatta più astratta.
Intingeva nel colore dei vecchi vestiti e li attaccava alla tela.
In quell'anno ci fu una svolta rilevante per la carriera musicale
di Syd. Si formarono i Leonard's Lodgers (inquilini di Leonard)
composti da Nick Mason, Bob Klose (per un breve periodo), Syd Barrett,
Roger Waters e Rick Wright (dopo un paio di mesi). Il nome non durò
molto, venne sostituito dallo stesso Syd con quello che ne avrebbe
fatto grandi le loro canzoni, Pink Floyd. Il nome proviene da due
bluesman brizzolati della Georgia, Pink Anderson e Floyd Council.
Presto si trovò al bivio, pittura o musica? L'unica carriera
che si prospettava davanti a lui se avesse scelto di continuare
a disegnare era quella di insegnante, per lui non fu difficile scegliere
il campo musicale, visto il suo importante ruolo nel gruppo come
voce solista e chitarra.
I Floyd cominciarono a suonare nel consueto circuito di festine,
pub e politecnici, cominciando a riscuotere un discreto successo.
Nell'estate 1965 Syd e la sua nuova band cominciarono ad assumere
droga in modo pesante, tanto che il nome Pink Floyd sarebbe diventato
sinonimo di Lysergic Acid Diethylamide, meglio conosciuto come LSD.
Non erano a conoscenza delle causa che provocava tale droga e ne
facevano un uso smisurato.
Ciò a cui Barrett pervenne in coseguenza dell'uso di droga,
manifestando un temperamento inspiegabilmente violento, non deve
sorprendere alla luce dei risultati delle successive ricerche sull'LSD,
che dimostrarono come, durante le primissime ore dall'assunzione,
si verifichino spesso violenti attacchi incontrollabili; gli stessi
cui avrebbero assistito i molti amici e le future ragazze di Barrett.
Non avere regole era una cosa cui Syd teneva molto. Riusciva ad
andare oltre alle cose visibili grazie all'arte e alla sua componente
intellettuale. Era a favore dell'anarchia e della rivolta.
Il locale che portò in ribalta il sound dei Pink Floyd fu
l'UFO, avevano piena libertà e l'atmosfera psichedelica che
si era venuta a creare in quel periodo a Londra era in simbiosi
con le loro singolari canzoni. Miscelavano immagini, luci e musica
per creare un nuovo genere caratterizzato da echi e nuove tecniche
che prima non aveva preso nessuno in considerazione. Il gruppo ruotava
attorno a Syd, era un maestro nell'improvvisazione, mentre gli altri
componenti avevano disciplina. "Non esistono regole!"
era lo slogan di Barrett.
Il loro primo singolo "Arnold Layne" fece scalpore. In
quegli anni era più unico che raro trovare una canzone che
non parlasse di amore, in più la storia di un uomo di nome
Arnold che va in giro a rubacchiare i vestiti da donna per poi provarseli
davanti allo specchio era definita una sconceria dalla critica.
Ebbe comunque un discreto successo in Inghilterra e venne recensito
con esito positivo.
Cominciarono i primi strani comportamenti di Syd, faceva fatica
a comunicare con i suoi amici e parenti e aveva uno sguardo assente.
In uno dei concerti all'UFO si mise a cuocere un uovo in una pentola
da campeggio, tutti facevano fatica a riconoscere quello che poco
tempo prima era stato un ragazzo dal forte carisma. Se ne andava
nel bel mezzo degli spettacoli facendo rimanere allibiti gli altri
componenti del gruppo ed i suoi fan.
Registrare con lui era molto difficile, era diventato disinvogliato
e non faceva altro che comportarsi come voleva senza seguire nessun
consiglio, ed aveva degli sbalzi d'umore molto frequenti.
Nonostante tutto questo nel 1967 venne pubblicato il primo album
dei Pink Floyd "THE PIPER AT THE GATES OF DAWN", nome
tratto da un capitolo di un libro per bambini. Ebbe un successo
immediato, anche se i fan erano rimasti un po' deluso dalla copertina
che ritraeva i quattro componenti con un effetto caleidoscopico.
Venne recensito con entusiasmo da molte riviste musicali e tutt'ora
e considerato come uno dei migliori 100 album della storia, ed era
solo un debutto che avrebbe segnato anche i lavori futuri del gruppo.
Dopo il successo la rapida rovina di Syd. Nell'ultimo periodo era
solito a salire sul palco ed eseguire un solo accordo per l'intera
durata del concerto e si rifiutava spesso di cantare, lasciando
posto a Waters. Fissava il pubblico e restava seduto a gambe incrociate.
Era diventato di grosso intralcio per la carriera dei Pink Floyd.
Presto i componenti del gruppo si decisero a chiamare David Gilmour
per una band a 5 componenti, lui non si fece perdere l'occasione.Furono
5 i concerti con la band al completo poi si decisero ad allontanare
Barrett dal gruppo. In una storica session fotografica si può
notare in una foto l'emaciato Barrett che figurava con occhi infossati
dietro a Waters e Mason, oscurato quasi completamente dalle loro
spalle. L'immagine nitida di Waters, Mason, Writh e Gilmour contrasta
nettamente con quella sfuocata di Barrett. Non si sa se, per caso
o premeditazione, il fotografo sbagliò a regolare la profondità
di campo, lasciando sullo sfondo l'immagine fantasma di Barrett,
commento eloquente della sua posizione in quel periodo all'interno
del gruppo.
Nell'album seguente dei Pink Floyd, A SAUCERFUL OF SECRETS, venne
inserita la canzone Jugband Blues di Syd, che assumeva una intensità
tutta nuova alla luce del suo esaurimento nervoso e del conseguente
allontanamento dalla band.
Syd non ci stò subito, andò ai concerti dei Floyd
e si sedette davanti a Gilmour a lanciargli occhiatacce per i resto
dei concerti. La situazione era insopportabile, ma ben presto finì.
Syd ancò ad abitare da due suoi amici, Jack e Sue, che avevano
l'abitudine di correggere il caffé con l'acido. Quando Storm
Thorgeson di imbattè in Syd scoprì che stava viaggiando
ininterrottamente da 3 mesi. Era diventato molto violento picchiava
senza tregua la sua fidanzata di allora, Lynsey, presto la storia
fra i due finì. Ora sperimentava sempre più l'LSD
e il mandrax e di ritorno a Cambrige, dopo un viaggio con la sua
Mini, venne ricoverato per un trattamento psichiatrico nell'ospedale
della città.
Un avvenimento memorabile di questo momento critico della vita di
Syd illustra a forti tinte come il suo comportamento poco ortodosso
abbia contribuito ad alimentare la leggenda. E' noto come "l'incidente
del mandrax" e si dice che sia accaduto durante uno dei suoi
ultimi concerti coi Pink Floyd. Sebbene non si conosca il luogo
in cui si consumò il fatto, pare che capitò quando
il gruppo era già salito sul palco e aveva lasciato Barrett
solo in camerino a sistemarsi freneticamente i capelli. Come ultima
risorsa, più per disperazione che per altro, il chitarrista
gettò le colorate pillole di mandrax in un vasettodi brillantina
e si versò l'intruglio sulla testa. Dopo aver preso la chitarra
salì deciso sul parco. Sotto le luci calde l'intruglio coagulato
cominciò a sciogliersi e a gocciolare sulla fronte di Syd.
Una ventina di fan sballati, che si trovavano in prima fila, gridarono
all'unisono, mentre la sua faccia sembrava sul punto di disintegrarsi
davanti ai loro occhi.
Dopo esser stato cacciato dalla band Syd si trasferì
in un nuovo appartamento con il suo amico Fields, le cose sembrava
andare migliorando e presto ebbe voglia di mettersi al lavoro per
un disco solista. Mise insieme un buon numero di canzoni e sbarcò
nuovamente sul mercato con l'album THE MADCAP LAUGHS (LA TESTAMATTA
RIDE); era solito ridere in faccia alle altre persone per farle
sentire stupide, da questo viene il titolo dell'album.
Alcune canzoni registrate furono una catastrofe... durante She Took
A long Cold Look, Syd addirittura balbetta e si può sentire
chiaramente il rumore delle pagine delle pagine dei testi girate.
Cantando con una voce strozzata, Syd si lancia in Feel senza alcun
accompagnamento alla chitarra. Durante la conclusiva If It's In
Tou finisce per crollare ed è costretto a ricominciare. Syd
non riusciva proprio a trovare l'intonazione giusta della canzone
che , più di ogni altra spinse il Melody Maker a definire
il disco "la mutilazione e la follia che rappresentano la mente
dissociata di Barrett". Negli anni, questi pezzi angosciati
hanno suscitato una considerevole controversia: era veramente necessario
includerli nell'album? E per quale motivo venne omessa la classica
Opel, inedita fino al 1988, anno di pubblicazione del disco di rarità?
In definitiva THE MADCAP LAUGHS venne apprezzato, ma poco pubblicizzato
dalla EMI e di conseguenza poco conosciuto.
Il secondo disco, BARRETT, venne registrato con la collaborazione
di Gilmour, Wright e Jerry Shirley (un giovane batterista). Era
molto difficile registrare insieme a Syd, così decisero di
incidere prima la parte di Barrett e poi quella degli altri componenti.
Un disco piuttosto folle, ma grande! Nella copertina sono raffigurati
degli scarafaggi, si pensa che sia in tributo ad una delle band
preferite da Syd, i Beatles.
In Questo periodo continuarono gli strani comportamenti di Syd,
ora era sempre più solitario ed a causa di alcuni pesanti
litigi con Field lasciò Londra per tornare a Cambridge con
la fidanzata Gayla nel tranquillo seminterrato della madre di Barrett.
Erano arrivati quasi a sposarsi, ma la folle situazione di Syd andava
peggiorando ed era impossibile da gestire: mentre si festeggiava
il fidanzamento tra i due a cena, Syd tossì improvvisamente
e sputacchiò, smise di mangiare e andò di sopra. Quando
tornò i parenti si accorsero che si era tagliato i capelli
a zero e fecero finta di niente.
Continuava ad accusarla di tradimento e spesso arrivava a picchiarla.
Presto si lasciarono.
Intanto la leggenda di Barrett andava aumentando, mente i Pink Floyd
diventavano famosi lui viveva recluso in una cantina. L'assenza
di Syd dalle scene generò voci sempre più frequenti,
guarnite di ogni genre di rivelazioni. Durante l'estate 1971, varie
fonti londinesi davano Barrett o morto o in carcere o ormai ridotto
ad un vegetale. Le storie che circolavano indussero Peter Barnes,
che lavorava per l'editrice di Barrett, la Lapus Music, a diffondere
un comunicato in cui sosteneva che un nuovo singolo del chitarrista
sarebbe stato registrato nell'immediato futuro, con la collaborazione
di "amici del rock business che sono membri di gruppi molto
noti". La cosa, inutile dirlo, non accadde mai.
Ecco una spezzettone di intervista a Syd che finì sul Rolling
Stone: "scomparendo... evitando quasi tutte le cose... sto
percorrendo la strada all'indietro. Non faccio altro che perdere
tempo. Cammino otto miglia al giorno. Scommetto che si vede. Ma
non so come ci riesca. Scusa se non riesco a esprimermi in modo
molto coerente ma, sai, mi sento completamente tranquillo. O almeno
credo di esserlo. Sono pieno di polvere e di chitarre. L'unica cosa
che ho fatto quest'anno è farmi intervistare. E mi riesce
bene".
Syd passava il tempo vagando per Cambrige, armeggiando con le chitarre,
ascoltando dischi e dipingendo.
A 24 anni provò per l'ultima volta ad entrare un gruppo,
gli stars, ma finì molto velocemente a causa di una recensione
di un loro concerto apparsa sul Melody Maker che descriveva Syd
come discontinuo, disordinato e si chiedeva chi lo avesse più
ascoltato. L'autore della recensione, Roy Hallingworth, e ci rimase
molto male sostenendo di aver scritto solo quello che aveva visto
ed udito. Subito dopo un'ultima prova per il suo terzo album solista,
ma anche questa andò in frantumi.
La continua ascesa dei Pink Floyd portò Syd in corto circuito,
venne trovato nella sua cantina mentre distruggeva i mobili. Si
fece male e fu costretto ad essere ricoverato nuovamente in ospedale.
Nel 1973, secondo le voci, Syd fece un'apparizione a sorpresa. Pete
Brown, paroliere di Jack Bruce, andò a Cambrige per incontrarsi
con il suo socio, visto che i due avevano deciso di suonare in una
sala locale. Ricorda Brown: "Jack viveva a Colchester ed io
quel giorno arrivai tardi al concerto. Sul palco c'era un gruppo
che stava facendo una Jam. Jack era al basso e con lui c'era anche
un chitarrista dall'aspetto strano che suonava accordi jazz. Erano
i capelli corti e il portamento autorevole a imporlo sugli altri.
Più tardi durate il concerto vero e proprio, salirono sul
palco cari poeti a leggere i loro lavoro e io dedicai il mio a Syd
Barrett, affermando che era stato lui a iniziare tutto in Inghilterra.
Con mia sorpresa, lo strano chitarrista si alzò in piedi
tra il pubblico e disse: "No, non sono stato io". Saltò
fuori che era proprio lui".
Syd sarebbe entrato di lì a poco del crepuscolo da cui sarebbe
emerso solo occasionalmente.
Presto diventò grasso e pelato e la sua storia continuava
imperterrita con il cammino della sua vecchia band, era come uno
spettro sempre presente che ebbe durata fino alla fine del mito
Pink Floyd.
Muore all'età di 60 anni, il 7 Luglio 2006, lasciando senza
fiato il mondo musicale. La sua storia ha acquisito fascino ed è
stata arricchita di annedoti negli ultimi anni, creando un alone
di mistero attorno alla figura di Syd Barrett.
Le parole personali non hanno molto significato, per questo concludo
con le parole di Roger Waters, che qualche anno fa ha voluto ricordare
il suo compagno musicale, Syd Barrett:
"come compositore di canzoni Syd era un fuoriclasse. Non avrei
mai potuto raggiungere le sue intuizioni e le sue percezioni folli.
Tant'è vero che per molto tempo non mi sono mai sognato di
attingere da intuizioni mie. Ho sempre attribuito questa sua capacità
alla relazione che Syd stabiliva con il proprio subconscio e con
quello del gruppo. Mi ci sono voluti quindici anni per fare qualcosa
di simile. Ma cos'è che rendeva Syd capace di percepire le
cose a quel modo? E' come dire: perché un artista è
un artista? Gli artisti sentono e vedono le cose semplicemente in
modo diverso dagli altri. Da un certo punto di vista può
essere una benedizione, ma può anche rivelarsi una terribile
maledizione. Ci si ricava un sacco di soddisfazione, ma spesso può
anche diventare un peso tremendo".
(Scritto da Davide Zonca)
Per approfondimenti consigliamo il libro "Syd Barrett, il
diamante pazzo dei Pink Floyd".
DISCOGRAFIA
-The piper at the gates of dawn (1967) - con i Pink Floyd
-A Saucerful Of Secrets (1968) - con i Pink Floyd, è presente
una sola canzone
-The Madcap Laughs (1970)
-Barrett (1970)
-Opel (1988) - raccolta
-The Best Of Syd Barrett: Wouldn't You Miss Me (2001)
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