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Un glossario dei termini principali
TEMI DELLA LEZIONE
In questa lezione cominceremo a definire i termini che ci accompagneranno
nel corso delle successive lezioni.
Impareremo a conoscere lo strumento e le sue parti, vedremo i tipi
principali di chitarre e le differenze funzionali.
LA CHITARRA
Vediamo subito le parti principali che compongono lo strumento.
Per le definizioni faremo riferimento allo strumento nella configurazione
tipica denominata "acustica folk"; vedremo in seguito cosa
distingue questa configurazione dalle altre.

Attraverso le chiavette è possibile agire sulla trazione delle
corde per procedere alla accordatura, che è il procedimento
(che spiegheremo in seguito) attraverso il quale si fa in modo che
ogni corda emetta un determinato suono previsto per il particolare
schema di accordatura.
Esistono diversi schemi di accordatura che dipendono, molto spesso,
dal genere musicale. Il più noto, e quello cui noi faremo riferimento,
è l'accordatura della classica. Vedremo in seguito lo schema
e le modalità per procedere ad essa.
Resta fermo che l'accordatura è una procedura indispensabile,
effettuata una-tantum, prima di iniziare a suonare lo strumento.
PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO
Il suono di una corda dipende da due distinti fattori
- la trazione della corda
- la lunghezza della corda
Del primo fattore abbiamo già fatto cenno, passiamo al secondo.
La chitarra è dotata di appositi tasti. I tasti sono delimitati
attraverso apposite bacchettine di metallo, distribuite lungo il
manico della chitarra.
Facendo pressione con le dita della mano sinistra nello spazio tra
due bacchette metalliche, detto appunto tasto, si determina un accorciamento
virtuale della corda, in corrispondenza della bacchetta che delimita
il tasto "pigiato" rivolta verso la buca.
Grazie a questo accorciamento è possibile variare il suono
di una corda rispetto a quello prodotto dalla accordatura base della
corda stessa.
In corrispondenza della parte superiore del manico, c'è un
indispensabile pezzo, detto capotasto, che determina la lunghezza
base della corda e quindi il suono che essa emetterà suonandola
vuota,senza cioè pigiare tasto. Tale suono, una volta effettuata
l'accordatura, é fisso.
Da quanto detto è chiaro che è indispensabile, per
ottenere un suono pulito, pigiare il tasto al centro delle due bacchette
metalliche che li delimitano e non sopra le bacchette stesse.
Salvo che non si sia mancini, i tasti vanno premuti utilizzando
la mano sinistra e le corde vanno pizzicate, in corrispondenza della
buca, utilizzando la mano destra.
La funzione della cassa armonica è quella di amplificare
il suono che gli viene trasferito attraverso le vibrazioni prodotte
dalla corda e che transitano attraverso il ponte.
IL SUONO
Il pratica, il suono prodotto dalle corde è quello dato dalla
"frequenza" di vibrazione delle corde stesse. Intendiamo
con tale termine, il numero di vibrazioni che una corda fa al secondo.
Un oggetto in vibrazione, come la corda, trasferisce tali vibrazioni
all'aria circostante, producendo un alternarsi di compressioni e
dilatazioni dell'aria stessa.
Tali compressioni e dilatazioni si propagano nello spazio circostante
arrivando fino al nostro orecchio.
Nel nostro orecchio la membrana, "eccitata" dalle "oscillazioni"
prodotte dalla "onda sonora", entra in vibrazione con
la medesima frequenza.
In questo modo riusciamo a percepire il suono.
LA FUNZIONE DELLA CASSA ARMONICA
E' quindi chiaro che l'elemento fondamentale che fa sì che
la chitarra abbia un suono (timbro) particolare é la cassa
armonica.
Una cassa armonica, in genere, opera in questo modo: la base della
cassa, in materiale diverso rispetto alla parte superiore, ha la
funzione di "riflettere" il suono; la parte superiore
della cassa, in cui é praticata la buca, ha invece la funzione
di "vibrare" all'unisono con le vibrazioni prodotte dalla
chitarra.
In considerazione che tali vibrazioni gli vengono trasferite attraverso
il ponte, è necessario che questo sia intimamente connesso
alla parte superiore della cassa.
Il ponte, quindi, oltre ad essere rigidamente connesso, deve essere
di per se stesso composto di materiale rigido, ma anche in grado
di trasmettere le vibrazioni senza modificarne la frequenza.
Se facessimo affidamento solo sulle vibrazioni prodotte dalla corda,
data la superficie limitata che le corde occupano nello spazio,
avremmo un suono "debole" e quindi difficilmente udibile;
ecco perché è necessario che l'oggetto che vibra occupi
una superficie ampia. Ma per poter vibrare è necessario anche
che sia sottile; questo è il motivo per cui alla parte superiore
della cassa si richiedono insieme la capacità di vibrare
e quindi la caratteristica d'essere sottile ed ampia, ma anche la
solidità indispensabile per far sì che non si spacchi
sotto l'effetto della trazione delle corde e quindi dell'effetto
di "tiro" che gli viene dal ponte.
La parte superiore della cassa, però, non basta.
E' necessaria la parte inferiore di essa che, oltre a fungere da
supporto, deve anche amplificare le onde prodotte da essa attraverso
un effetto di sovrapposizione delle onde e quindi di aumento della
loro "potenza" sonora.
Tale effetto è ottenuto con le riflessioni delle onde che
avvengono all'interno della cassa e che dipendono strettamente dalla
sua conformazione caratteristica.
Il suono amplificato esce in corrispondenza della buca.
Da quanto detto di evince che per una chitarra acustica, intendendo
con tale termine le chitarre che suonano per effetto dei principi
ora esposti, sono essenziali i materiali di costruzione della cassa
armonica.
Il materiale principe è ovviamente il legno, che, grazie
alle sue doti di robustezza, ma anche di flessibilità, è
in grado di "vibrare" in maniera ottimale.
GUIDA ALL'ACQUISTO DI UNA CHITARRA ACUSTICA
La cassa
Il suono prodotto dalla chitarra ed il suo caratteristico timbro
é fissato, una volta per sempre, soprattutto dai tipi di
legno o dai materiali diversi utilizzati e poi dalla forma.
Vediamo perché parliamo anche di "altri materiali".
In genere, la chitarra è sottoposta anche ad una azione di
"levigatura" del legno e di verniciatura.
La levigatura serve a dare al materiale compattezza ed omogeneità;
la verniciatura, invece, è una azione diretta, di solito,
al semplice conferimento di un aspetto esteticamente gradevole alla
chitarra stessa.
La vernice (trasparente o non) non dovrebbe incidere sulle caratteristiche
sonore della chitarra, ma ciò è praticamente inevitabile;
ecco perché una errata verniciatura, oppure una verniciatura
non omogenea, oppure una verniciatura eccessiva, finiscono inevitabilmente
per danneggiare irreparabilmente la sonorità di una chitarra.
Ci sono, ovviamente, casi in cui lo studio dei materiali di verniciatura
è tale da assicurare non solo un aspetto gradevole, ma anche
un contributo positivo sul suono della chitarra; ma ciò è
certamente vero solo per le chitarre di prestigio e non certo per
quelle "commerciali".
Il ponte
Un'altro aspetto essenziale per una buona chitarra acustica è
la modalità di attaccatura del ponte.
Abbiamo detto che il ponte deve essere solidale con la cassa, quasi
fosse parte della cassa stessa.
Per fare ciò si possono usare due tecniche: il fissaggio
avvitato e quello incollato.
Il fissaggio avvitato, concentrando l'azione di vincolo su soli
due punti, fa sì che la forza, non uniformemente distribuita,
modifichi inevitabilmente l'azione di trasferimento delle vibrazioni,
provocando una attenuazione ed una alterazione delle onde stesse.
Tale alterazione, pur essendo difficilmente percettibile, è
inaccettabile su una chitarra di qualità. Ecco perché
consigliamo l'acquisto di una chitarra con ponte incollato.
Il manico
Il manico deve essere di legno. Inoltre, considerata la sua particolare
funzione di fungere da supporto per i tasti e da ancoraggio per
le corde sottoposte a trazione, deve essere principalmente di legno
rigido. E' assolutamente indispensabile che esso sia assolutamente
dritto. Una tecnica per verificane velocemente tale caratteristica,
è quella di imbracciare la chitarra come un fucile, guardando
dritto dalla base della cassa armonica verso la parte superiore
del manico ed utilizzando il capotasto come un mirino. In questo
modo è possibile accertare facilmente eventuali distorsioni
nel manico.
Spesso i manici recano all'interno un'anima in acciaio collegata
a delle viti di trazione che, a detta dei costruttori, dovrebbero
servire ad aggiustare eventuali incurvature che il manico dovesse
subire nel tempo: riteniamo tale marchingegno di scarsa utilità,
soprattutto se il manico è già alterato in partenza.
Per quanto attiene ai tasti, non è essenziale che il materiale
delle bacchette di metallo sia particolare, ma è indispensabile
che i tasti siano disposti in maniera assolutamente corretta. Un
metodo semplice per verificare ciò é il seguente.
Sfiorando una corda alla volta all'altezza della bacchetta tra il
dodicesimo ed il tredicesimo tasto si sente un suono (non é
necessario che la chitarra sia accordata): quel suono deve essere
identico a quello che si ottiene pigiando il dodicesimo tasto di
tale corda.
Una ulteriore prova da fare, ma a chitarra accordata, è quella
che potremmo definire di "frittura". Questa prova consiste
nel verificare se tutte le corde suonate in corrispondenza di tutti
i tasti provocano quell'ineliminabile ed inaccettabile effetto che
è quello di "friggere". In pratica è un
effetto che capita con maggiore probabilità man mano che
si ci avvicina ai tasti prossimi alla buca. L'effetto consiste in
un caratteristico e fastidiosissimo "frrr!", che si ode
quando si suonano particolari corde.
Quell'effetto non è in genere locale, ma è distribuito,
ed è uno di quelli che determina la inaccessibilità
dello strumento.
Bisogna comunque ricordare che le corde possono "friggere"
anche se non pressate bene; va quindi accertato di aver fatto la
prova correttamente.
Un altro aspetto essenziale è quello connesso alla distanza
delle corde dal manico. Una distanza che super i 5 mm in corrispondenza
del 12 tasto determina una difficoltà enorme nel mantenere
la posizione di un accordo: tale distanza eccessiva, in genere maschera
difetti nel manico della chitarra, che il costruttore intende mascherare
con quell'artificio. In pratica, se si abbassassero le corde si
otterrebbe un inevitabile "frittura" di molte di esse,
se non di tutte.
La meccanica
La meccanica, intesa come l'insieme delle chiavette che si trovano
nella parte superiore del manico, deve avere due irrinunciabili
requisiti:
Mantenere la trazione di una corda senza farla allentare
Comportarsi con continuità alla trazione
Il primo requisito è ovvio, ed in generale, salvo in meccaniche
particolarmente usurate, è verificato. Del resto, con una
cordiera nuova, sarebbe impossibile verificarlo nei tempi di acquisto,
dato il necessario assestamento della corda nuova in trazione. Infatti
una corda nuova tende naturalmente a perdere l'accordatura, fino
a che, con il tempo, non si assesta.
Il secondo è invece facilmente verificabile accordando la
chitarra: in pratica, la chiavetta deve consentire anche minime
variazioni di accordatura senza scatti.
Un negozio che si rispetti dovrebbe sempre avere le chitarre con
corde già montate ed accordate. In tal senso sarebbero pronte
anche a questa verifica. In caso diverso, vi conviene dubitare seriamente.
Il materiale di cui sono fatte le chiavette (plastica o madreperla)
non ha alcun interesse pratico ai fini della sonorità (ovviamente),
ma seguono un criterio puramente estetico, anche se chi sostiene
i costi delle chiavette in madreperla, in genere sostiene anche
quelli necessari a migliorare la qualità della meccanica.
La cordiera
Con il termine cordiera si indica l'insieme delle sei corde (o dodici
corde nel caso della cosiddetta "chitarra dodici corde").
La cordiera è la parte aggiornabile della chitarra, nel senso
che, a causa del logoramento, deve essere spesso sostituita.
Esistono essenzialmente tre tipi di cordiere per chitarra:
Cordiera per chitarra classica: ha tre corde in nylon e tre con
anima in nylon e avvolte a spirale da un filo metallico
Cordiera per chitarra folk o cordiera in metallo per chitarra acustica:
con corde tutte di metallo
Cordiera per chitarra elettrica o cordiera in metallo per chitarra
elettrica: si tratta di una cordiera metallica le cui caratteristiche
sono particolarmente curate in vista della sua funzione di alterazione
del campo elettromagnetico (vedi paragrafo successivo inerente la
chitarra elettrica).
La cordiera ha una notevole importanza nella timbrica della chitarra
e può provocare variazioni del timbro sensibili anche all'orecchio
di un profano.
E' però necessario ricordare che nessuna cordiera trasforma
una chitarra scadente in una buona chitarra: E' altrettanto vero
che una buona chitarra può essere "rovinata" sia
nella timbrica, sia nella meccanica e nei punti di legatura delle
corde, da una cordiera scadente.
E' opportuno non scegliere le corde che presentano le estremità
dotate di un tondino metallico, in quanto, sebbene ne agevoli l'ancoraggio,
potrebbe danneggiare gli elementi di attaccatura presenti oltre
l'osso del ponte. Quanto detto non é valido per le chitarre
elettriche, che sono dotate di ancoraggio metallico ed in tal senso,
essendo particolarmente resistenti, sono adatte a questo tipo di
cordiera (che nel caso specifico costituisce la norma e non l'eccezione).
TIPI DI CHITARRE A CARATTERISTICHE FUNZIONALI
Anche se durante il nostro corso faremo sempre riferimento alla
chitarra detta "acustica", andiamo anche a tracciare per
sommi capi le caratteristiche e le funzionalità degli altri
tipi di chitarra.
La chitarra classica

Viene denominato in questo modo la chitarra tipica con cordiera
in nylon. La tastiera è limitata a 12 tasti e la forma della
cassa armonica ha la caratteristica forma ad 8. La buca è,
in genere, finemente intarsiata ed i legni utilizzati sono spesso
particolarmente pregiati, come ebano e palissandro. Il principio
di funzionamento è del tutto identico a quello della chitarra
folk
L'uso è tipicamente orientato alla concertistica ed alla
musica classica. Si incontra spesso una variante di tale chitarra,
utilizzata in particolare nel campo della folcloristica, la musica
spagnola o argentina. In questo caso la chitarra ha ancora la tipica
configurazione classica ma la cordiera é in metallo.
La chitarra elettrica

La chitarra elettrica é basata su un principio di funzionamento
radicalmente diverso. Essa utilizza le variazioni di campo elettromagnetico
prodotto elettricamente da un gruppo di bobine assemblate in due
o più apparati sistemati sulla cassa: i pick-up.
In pratica attraverso il principio di induzione elettromagnetica,
l'oscillazione prodotta dalle corde metalliche, produce un campo
elettromagnetico variabile e la frequenza di vibrazione di questo
campo é identica alla frequenza di oscillazione della corda.
Le bobine contenute nel pick-up trasformano le variazioni del campo
elettromagnetico in un segnale elettrico variabile con frequenza
pari a quella di oscillazione della corda. Il segnale prodotto viene
passato ad un amplificatore e ritrasformato in onda acustica dalle
apposite casse acustiche. In questo caso la cassa armonica non serve
ed è infatti utilizzata unicamente quale supporto per i pick-up.
Non essendo necessaria alla acustica può essere composta
di qualsiasi materiale e forma.
Il vantaggio della chitarra elettrica è la possibilità
di "trattare il segnale prodotto" direttamente, modificandone
le caratteristiche. Resta fermo il fatto che, in questo caso, la
timbrica della chitarra dipende essenzialmente dalle caratteristiche
del pick-up e della cordiera: non ci sono altri fattori determinanti,
checché se ne dica.
La chitarra acustica a spalla mancante
E' una variante alla chitarra acustica folk. La chitarra acustica
a spalla mancante presenta, in genere più dei dodici tasti
tradizionali. Può essere dotata, come l'acustica folk con spalla,
di un pick-up ("chitarra elettrificata"), il cui funzionamento
differisce da quello indicato per l'elettrica. In questo caso si tratta
di un vero e proprio microfono che viene collegato all'interno della
cassa della chitarra, oppure ha la membrana solidale alla cassa armonica
(che in questo caso esplica la sua funzione sia che la si usi senza
elettrificazione che con elettrificazione). La spalla mancante è
utilizzata come mezzo per agevolare l'uso dei tasti più vicini
alla buca, che sono, nel caso della chitarra con spalla come la classica,
difficilmente accessibili.
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